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Mestieri che resistono in Basilicata: l'arte del ricamo

Ad Avigliano, in provincia di Potenza — paese natale del giurista Emanuele Gianturco, non lontano da Castel Lagopesole, residenza di vacanza di Federico II — si può incontrare Annangela Lovallo nel suo laboratorio a pochi passi dalla Cattedrale: Il filo di Arianna. La trovi quasi sempre lì, intenta a ricamare con l'assorta maestria di un'artista: punti veloci, sicuri, precisi, un tocco di verde, uno di rosso, poi marrone, giallo, arancione — colori "stesi" ad arte per catturare la luce di un albero o la particolarità di un gruppo di casette.

Le sue "tele", fatte con ago, filo e il ditale ereditato da sua madre, restituiscono tessuti e trame, lenzuola e tovaglie, foulard e segnalibri realizzati con precisione maniacale. Alle pareti, una collezione di ditali decorati e miniature ricamate grandi appena un paio di centimetri: una dama con cappello a falde larghe, una civetta su un ramo, una zebra che sembra fuggita dallo zoo.

Quanto tempo serve per un capolavoro simile? «Impossibile quantificare le ore», risponde lei. «Serve molta precisione nell'alternare le nuance. A volte faccio un dettaglio e sospendo, perché gli occhi si consumano». Per questo non mette prezzo al suo lavoro: lo lascia lì, in mostra, come in un museo.

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